Nel mondo dei lavori in quota, le Piattaforme di Lavoro Elevabili (PLE) rappresentano una soluzione pratica, veloce e spesso indispensabile. Tuttavia, quando queste macchine vengono utilizzate per consentire agli operatori di scendere dalla cesta a una certa altezza – il cosiddetto sbarco in quota – entrano in gioco aspetti molto più complessi, sia dal punto di vista della sicurezza sia da quello normativo.
Una novità importante: le Linee Guida regionali.
La regione Lombardia, particolarmente attiva sul fronte della Sicurezza, ha pubblicato le nuove linee guida tecniche dedicate all’uso delle PLE nei cantieri temporanei e mobili.
Il documento aggiorna le precedenti indicazioni, recepisce gli sviluppi normativi più recenti e introduce una novità molto attesa: la possibilità di utilizzare le PLE anche per lo sbarco in quota, a condizioni ben precise.
Tra gli aspetti più innovativi delle nuove linee guida c’è la possibilità, finora molto limitata, di utilizzare la piattaforma per accedere direttamente a una quota di lavoro. Questa scelta nasce da un principio semplice: in molti casi, una PLE correttamente posizionata può offrire un livello di sicurezza superiore rispetto a scale, trabattelli o sistemi provvisori.
Risorsa tecnica per il cantiere
Scarica il documento ufficiale "Linea Guida Regionale - Uso delle Piattaforme di Lavoro Elevabili nei cantieri temporanei o mobili" della Regione Lombardia.
Condizioni da rispettare: non è un "via libera" indiscriminato.
Le nuove linee guida emanate dalla Regione Lombardia nel 2025 hanno sicuramente contribuito a fare maggiore chiarezza operativa e introducono un’apertura controllata allo sbarco in quota, riconoscendo la possibilità di ricorrere a questa pratica, ma solo a fronte di precisi requisiti tecnici e organizzativi.
In particolare, viene sottolineato che:
- l'utilizzo deve essere espressamente previsto dal costruttore oppure accompagnato da una specifica procedura di conformità;
- l'attività deve essere pianificata e descritta nel Piano Operativo di Sicurezza (POS);
- è obbligatoria una valutazione dei rischi approfondita e contestualizzata;
- devono essere garantiti formazione adeguata e procedure operative dettagliate;
- il punto di sbarco deve essere sicuro, stabile e protetto dal rischio di caduta.
Queste indicazioni segnano un passaggio importante: dallo sbarco in quota visto come pratica “tollerata” a una gestione più strutturata e consapevole.
Il ruolo della Valutazione dei Rischi.
Lo “sbarco in quota” prevede il passaggio dell’operatore dalla piattaforma elevata a una superficie esterna, come una copertura, un solaio o una struttura sopraelevata, per continuare lì le attività lavorative. Questa operazione introduce una fase critica: il momento di transizione tra il cestello e la struttura. È proprio qui che si concentra il rischio maggiore, perché il lavoratore può trovarsi in una condizione di instabilità, con possibili pericoli di caduta o perdita di equilibrio.
Il fulcro di tutto il processo è la valutazione preventiva. Il datore di lavoro ha l'obbligo di individuare il sistema più sicuro per accedere alle zone in quota, preferendo sempre le protezioni collettive rispetto a quelle individuali.
Nel caso dello sbarco da PLE, è necessario analizzare condizioni del punto di appoggio, stabilità della piattaforma, eventuali interferenze con altre lavorazioni, presenza di sistemi anticaduta adeguata, procedure operative e di emergenza.
Solo dopo questa analisi è possibile stabilire se l’operazione sia realmente accettabile considerando che anche piccoli errori possono avere conseguenze gravi, motivo per cui ogni fase deve essere pianificata nel dettaglio.
Non basta quindi “avere una PLE”: serve un sistema organizzato e controllato.
Gestire lo sbarco in quota in Sicurezza: il supporto operativo di Policantieri 6K.
Le Piattaforme di Lavoro Elevabili sono strumenti indispensabili per garantire condizioni operative sicure nei cantieri, soprattutto nei lavori in quota, tra le attività con il più alto rischio di infortunio.
Il loro impiego richiede però competenze specifiche, consapevolezza dei rischi e una gestione accurata di ogni fase, dai controlli preliminari alle procedure di emergenza. Particolare cautela va riservata allo sbarco in quota, consentito solo quando supportato da un’autorizzazione formale del fabbricante e da conformità specifiche.
In questo percorso, una soluzione operativa di grande supporto a Coordinatori e Datori di Lavoro è POLICANTIERI 6K, il software che permette di redigere valutazioni accurate, integrare correttamente il POS e avere sempre a disposizione check-list e guide operative per una gestione della sicurezza più strutturata e affidabile.
Se utilizzi già il nostro programma e vuoi saperne di più sullo sbarco in quota con PLE, ti invitiamo a guardare la registrazione del webinar “Policantieri 6K: PSC e POS – Piattaforme di lavoro elevabili nei cantieri temporanei o mobili“.
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